Tra l’Emilia e la Toscana si snoda un percorso alla ricerca dei luoghi dedicati a San Bartolomeo, il Cammino di San Bartolomeo. Una via breve, percorribile in quattro o cinque giorni, che unisce arte, storia, natura e devozione di un territorio ancora segreto, che dal cuore dell’Appenino Tosco-Emiliano, toccando alcune delle sue realtà più belle, giunge alla città di Pistoia.
Un cammino reso possibile grazie al culto verso la figura di San Bartolomeo, molto sentito in Italia così come a Pistoia, unica tra le città toscane a dedicare una venerazione particolare all’apostolo protettore dei bambini. La devozione pistoiese ebbe origine fin dall’età longobarda, continuando anche successivamente, come testimoniano le realtà periferiche di Fiumaldo, Cutigliano e Spedaletto.

Il piccolo paese di Spedaletto, situato sulla sinistra del Limenta, deve il suo nome ad un “ospitale” che vi sorgeva nel medioevo, gestito dai monaci Agostiniani, il quale accoglieva i pellegrini che percorrevano l’antica via Francigena. La chiesa di San Bartolomeo, all’epoca recante il nome di Sant’Antonino , faceva parte di quest’antico insediamento documentato già nel 1090, l’edificio venne tuttavia ricostruito nel XVIII secolo utilizzando i muri perimetrali dell’antica costruzione, ma fu invertito l’orientamento.